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Twitter

Stanchi di ricevere richieste di amicizia dai compagnucci delle medie su Facebook? Esauriti dai “test” che appaiono nella bacheca del vostro profilo MySpace? Contro il logorio da social network c’è Twitter: crea anch’esso assuefazione ma è più divertente di qualsiasi altra cosa abbiate mai provato.

Cos’è

Nato circa tre anni fa, Twitter detto in due parole è un sistema di micro messagistica. Un utente si registra, crea un suo semplicissimo profilo, gli viene assegnato un indirizzo univoco (http://twitter.com/nomeutente) e può iniziare a sparare messagini agli altri utenti che lo vogliono ascoltare o, nel gergo di Twitter, che lo stanno seguendo (follow). Ogni messaggio ha un limite di 140 caratteri.

Inizialmente pensato come semplice modo per far sapere agli amici cosa si stava facendo in un dato momento, il servizio conta oggi milioni di utenti. La classifica aggiornata degli utenti più seguiti la potete trovare su Twitterholic, ma vi anticipo che ai primi posti ci sono nomi noti come Cnn Breaking News, Barack Obama e la solita Britney Spears.

I messaggi si possono scrivere dal web, dal proprio cellulare, da alcune applicazioni di instant messaging, e da una miriade di client dedicati installabili sul proprio Pc o Mac. Io ad esempio trovo utile Safari140 per segnalare i link su Twitter mentre navigo.

Convenzioni

Visto che essenzialmente su Twitter esistono solamente messaggi e utenti si sono sviluppate delle convenzioni per rendere più ricca la comunicazione: una chiocciola prima di un nome utente (@nomeutente) indica un messaggio indirizzato a quell’utente, un cancelletto seguito da una parola chiave (#parolachiave) aiuta a dare un contesto al messaggio. Il retweet, abrevviato spesso con RT, è il rimbalzare un messaggio che si ritiene interessante o che merita di essere diffuso ai propri follower.

Esperienza diretta

Personalmente uso Twitter da qualche mese come estensione di Passiomatic per segnalare pagine e video che trovo interessanti su grafica, tipografia, web design e altra roba da iniziati di cui mi occupo di solito. Il bello di Twitter è appunto che ognuno usa il servizio come vuole senza nessun tipo di intrusione da parte dei creatori del servizio. Ci si potrebbe chiedere quale sia il business model degli autori… beh, la verità è che non ne hanno idea nemmeno loro. Immagino che puntino ad essere comprati come è accaduto in passato per Flickr o MySpace. Finché dura direi di approfittarne.

Un servizio aperto

Twitter essendo un servizio aperto ha in poco tempo generato una serie di siti satelliti che usano in maniera anche piuttosto fantasiosa i messaggi generati dagli utenti.

Ad esempio Twittervision mostra i messaggi degli utenti collocati su di una mappa mondiale. Molto più prosaicamente Twitpic vi permette invece di condividere le vostre foto su Twitter. Infine Twitter facts è un blog che racconta la storia e lo sviluppo di Twitter, con un occhio anche all’utenza italiana.

Twitter Whore

Vi lascio con Lisa Nova in Twitter Whore, una parodia dell’utente Twitter che ha preso fin troppo alla lettera quel “What are you doing?” di cui vi parlavo all’inizio.


Aggiornamento 31 marzo: sono appena incappato in Relationship Symmetry in Social Networks: Why Facebook will go Fully Asymmetric un interessante articolo di Jushua Porter che analizza la crescente popolarità di Twitter, il suo modello di “amicizie” asimmetrico e le contromosse di Facebook.

— Andrea Peltrin, 30 Mar 2009.

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