Viaggi

San Francisco dalla A alla Z

Appunti di viaggio dalla città californiana più pazzerella degli Stati Uniti.

  • Amoeba Music. Fornitissimo negozio di musica su Haight St. Se la musica non fa per voi passateci se non altro per buttare un occhio ai murales dipinti sulla facciata del negozio.

  • Bart. La metropolitana che collega la parte nord con la parte sud di San Francisco oltre che portarvi a Oakland e Berkeley. Il Bart non va confuso con il Muni (vedi sotto) benché quest’ultimo preveda alcune tratte sotterranee.

  • Biologico. A San Francisco la parola d’ordine è mangiare biologico, ovvero organic. Insieme al biologico c’è molta enfasi su quella che noi chiamiamo filiera corta, ovvero local.

  • Bloomingdales. Centro commerciale tra Mission St e Market St. Visitatelo se volete provare il brivido dello smarrimento. Quando credete di averlo percorso per intero scendete al piano seminterrato con i lucidissimi ascensori. Io in realtà cercavo solo un bagno e con un po’ di fortuna, alla fine, l’ho trovato.

  • Chinatown. Nessuna delusione, è quello che vi potete aspettate da una chinatown: un mucchio di cinesi, che stanno dentro stipatissimi negozi cinesi, il tutto che prosegue per svariati isolati cinesi. Se volete la chinatown turistica tutta pagode, lanterne e cianfrusaglie state su Grant St, per quella vera e propria percorrete la parallela Stockton St. Gli asiatici li si vede ovunque in città e non solo a Chinatown, tant’è che nei bus la voce registrata che indica le fermate è in tre lingue: inglese, cinese e spagnolo.

  • De Young. Il museo, dentro a Golden Gate Park, è architettonicamente imponente e sicuramente vale la pena di investirci del tempo ma l’ho snobbato perché la mostra in corso non mi attirava particolarmente. Allo store del museo ho comprato un set di quattro bellissimi sottobicchieri marchiati de Young ma ci sarebbe stato molto di più da portare a casa.

  • Embarcadero. Come suggerisce il nome da qui si può prendere il traghetto e raggiungere varie località sparse nella baia. L’edificio che dà sul mare è stato ristrutturato qualche anno fa e da allora si è ripopolato con molti ristoranti e negozi di alimentari e non estremamente specializzati. Andateci di sabato mattina e nei pressi del ferry building troverete un vero e proprio mercato, come quelli a cui siamo abituati noi italiani.

  • Escape from New York Pizza. E pensare che sono entrato in questo take-away a tarda sera affamato e senza troppe speranze di trovare un trancio di pizza decente. Invece Escape from New York Pizza tra Mission St e Valencia St all’altezza di 22nd St si è rivelato una deliziosa sorpresa. Per poco meno di $4 vi portate a casa un generosa fetta di pizza con la pasta morbida e la crosta croccante. I nomi al solito non hanno niente a che fare con quelli è cui siamo abituati ma la Cheese (sostanzialmente una Margherita con formaggio) e la Pepperoni (la nostra Salamino) erano molto buone.

  • Fondue Cowboy. Come il nome suggerisce è un ristorante specializzato in fondute su Folsom St e Russ St. Visto che ero in compagnia ne abbiamo ordinato due salate (Rawhide e Desperado) e una dolce al cioccolato fondente (la Happy Trails). Metteteci a fianco anche un piatto di affettati misti, aggiungete crostini, frutta e verdura da intingere e bagnate il tutto con del vino Riesling.

  • Golden Gate Bridge. Fatevi un favore, invece di perdere tempo a Fisherman’s Wharf con le varie trappole per turisti noleggiate una bici da uno dei vari “rent a bike” che trovate su Jefferson St — non serve un documento di identità ma vi chiederanno una carta di credito come garanzia — e partite alla volta del Golden Gate restando sul lungo mare. Passate attraverso Fort Mason, Marina, Crissy Fields e infine salite sul Golden Gate e andate fino all’altra estremità a godervi il panorama.

  • Golden Gate Park. Enorme e bellissimo. Consiglio di noleggiare una bici e percorrerlo da est a ovest, in modo da arrivare su Ocean Beach e avere ancora fiato per il ritorno, oppure una volta sulla spiaggia se siete stanchi tornate verso il centro con il Muni prendendo la linea 5 da Fulton St o linea N da Judah St.

  • Japanese Tea Garden all’interno di Golden Gate Park (entrata $7). Affascinante e ordinato in maniera maniacale. Purtroppo solo dopo avere ordinato mi sono ricordato che il tè verde a me non piace ed è uso servirlo senza zucchero ma con i Mochi, dei dolcetti gelatinosi e ripugnanti di tre colori e sapori diversi.

  • Luna Park. In questo ristorante su Valencia St ho mangiato la più buona braciola di maiale che io ricordi. La “grilled beer brined pork chop with pancetta braised cabbage, mashed potatoes, and mustard-apple sauce” costerà pure $23 ma quando la carne, prima marinata e poi ripassata alla griglia, vi si scioglierà in bocca capirete dove sono andati a finire i vostri soldi.

  • Lombard St. La mitica strada a serpentina che sempre si vede scendere con delle auto di lusso nei reportage televisivi io più modestamente l’ho percorsa a piedi mentre andavo verso Columbus St, strada che attraversa il pittoresco quartiere italiano di North Beach.

  • Marina. Insieme a Pacific Heights e Seacliff il quartiere bene di San Francisco. Marina è affacciata sul mare, a nord della città. Chesnut St è il cuore pulsante del quartiere e pullula di belle figliole tirate quasi quanto le ragazze italiane. Le ragazze di Marina sono uno stereotipo vivente, non perdetevi You know you’re a Marina chick when….

  • Magnolia Pub. Una deliziosa sorpresa per gli amanti dei risto-pub in Haight St. Qui ho mangiato un ottimo hamburger alla piastra e patatine — per la precisione lo Half Pound Prather Ranch Hamburger da $13 — e bevuto della buona birra durante una serata piovosa in questo piccolo e chiassoso locale. Il bagno, con il lavandino in metallo vecchio stile, i rubinetti in rame e gli asciugamano in stoffa, è da vedere.

  • Muni. Il sistema di trasporti su gomma e rotaie di San Francisco. Io l’ho trovato comodo, capillare e comprensibile, benché gli abitanti della città utilizzino spesso come argomento di conversazione quanto sia scomodo e lento il Muni. Andate a Powell Station tra Market St e Powell St e compratevi il Muni 7-days Passport (costo $26), che sembra un gratta-e-vinci ma in realtà vi consente di girare la città per una settimana.

  • Pier 39. In questa zona del Fisherman’s Wharf i leoni di mare sdraiati sugli attracchi una volta destinati alle barche aspettano solamente che andiate a fargli una foto.

  • Specchio. Vero ristorante italiano che propone cucina settentrionale su Mission St tra 19th St e 20th St. Ho gradito molto i ravioli ripieni ricotta e spinaci in salsa di pomodoro e il tiramisù della casa. Il propietario e personale vi faranno sentire a casa vostra.

  • Taco. Questa prelibatezza della cucina messicana è una ossessione per gli abitanti di San Francisco. Lungo le strade troverete numerose taqueria ma fate la cosa giusta è andate a La Taqueria su Mission St tra 24th St e 25th St. È una meta obbligata a sentire chi ne capisce di taco e burrito. Ordinate, pagate e poi aspettate di sentire gridare il vostro numero.

  • Twin Peaks. Uno dei punti di osservazione più noti di San Francisco. Spettacolare la vista delle baia dalla cime di queste due colline gemelle.

  • Wasteland Clothing. Se siete nei paraggi visitate questo negozio di abbigliamento su Haigh St. L’abbigliamento varia dal casual all’improponibile. Ho trovato alcuni bei capi a prezzi interessanti, ma sfortunatamente le taglie che cercavo non erano disponibili.

  • Whole Foods Market. Ottimo per fare rifornimento prima di iniziare le escursioni: si può comprare frutta e verdura fresca, zuppe, pollo arrosto e molto altro, si mette il tutto in una o più vaschette e via. Le vaschette vengono prezzate a seconda del peso mentre i contenitori oblunghi per le zuppe no, quindi approfittatene e riempitele fino all’orlo.

  • Zazzle Bay to Breakers. La maratona annuale che si snoda da est a ovest di San Francisco. Quest’anno si è svolta il 15 maggio ed una delle cose più folli a cui io abbia assistito. Dopo i corridori veri e propri si aggiunge un codazzo di persone vestite in maniera stravagante, o non vestite per niente, a cui non interessa la competizione ma piuttosto il fare più confusione possibile. Trovate alcune foto divertenti su Flickr.

— Andrea Peltrin, 18 May 2011.

Commenti

  1. Quindi ti trasferisci a Frisco :D ?

    Commento di Lawrence Oluyede del 19 May 2011 
  2. Quindi ti trasferisci a Frisco :D ?

    È una città fantastica e il gioco varrebbe senz’altro la proverbiale candela.

    Commento di Andrea Peltrin del 21 May 2011