Costume e Società

Paradisi perduti: Lloret de Mar

La puntata speciale di Studio Aperto di ieri notte, dedicato alla morte di Federica Squarise, descrivendo la cittadina spagnola di Lloret De Mar è stato categorico: lì vanno i ragazzi tra i 17 e i 22 anni, a Ibiza ci trovate i venticinquenni, mentre i trentenni preferiscono la Grecia. È già sballo globale.

“Fiumi di alcool” — assicura un ragazzo italiano quasi afono con gli occhialoni a goccia che ha perso la voce la sera prima gridando dietro alle tedesche. E c’è da credergli: l’ingresso in alcune discoteche infatti è a prezzo modico (dieci euro) ma ci sono ben cinque consumazioni comprese. I cocktail sono a buon mercato, due euro e bevi fino a scoppiare. Gli shot di Tequila Bum-Bum nei bar li paghi novanta centesimi contro i cinque euro di Milano, ci informa sempre la giornalista di Studio Aperto.

E la droga? Non c’è problema: pasticche e cocaina si trovano ovunque e servono per “darsi la carica” e tirare fino a tardi. La polizia locale “chiude un occhio”, anzi due, il turismo è tutto per la cittadina di Lloret de Mar che durante l’estate si gonfia fino a contenere trecentomila persone.

Insomma ‘sto posto sembra essere una figata, peccato che sono troppo cresciuto e i più informati mi dicono che dovrei puntare su Mykonos.

Copiato e incollato dal mio blog su MySpace.

— Andrea Peltrin, 9 Jul 2008.

Nesssun commento per questo articolo.