Viaggi

Andalusia

Nel luglio 2008 insieme a due amici ho trascorso una settimana in Andalusia, nel sud-ovest della Spagna. Questo è il resoconto di quel che è accaduto.

Partimmo prestissimo. Alle tre del mattino eravamo in auto diretti verso l’aeroporto bergamasco di Orio al Serio.

Avevamo prenotato via web uno dei parcheggi messi a disposizione dell’aeroporto per lasciare l’auto custodita ma incrociando per puro caso un addetto di TravelParking e confrontando le tariffe decidemmo di affidare l’auto a quest’ultimo.

Il volo Ryanair fino all’aeroporto di Siviglia fu senza sorprese. Abbiamo imparato una cosa utile: i sedili vicino alle uscite di emergenza in corrispondenza delle ali del velivolo sono molto più spaziosi. Fare due ore di volo con le ginocchia in bocca non è esattamente un’esperienza piacevole. Il bello è che pur volando da anni non avevo mai notato questo particolare.

Avis

Allo sportello Avis dell’aeroporto noleggiammo una Nissan Note — auto che dopo otto giorni Stoitch avrebbe ripudiato. Come consigliatoci dall’agenzia di viaggi chiedemmo una assicurazione per eventuali danni e furto del mezzo. Per otto giorni e guidatore unico la cifra si aggira sui quattrocento euro.

L’auto viene fornita con il pieno e deve essere riconsegnata con il pieno. Chi vi scrive non ha idea di cosa accada nel caso la macchina venga riportata al parcheggio dell’Avis in riserva, ma consiglio di non provare solo per vedere l’effetto che fa: le signorine al banco avevano un’aria piuttosto minacciosa quando ci hanno fatto presente la cosa.

Siviglia

Arrivati a Siviglia mi venne in mente quella musichina del programma Rai Macao che faceva:

Ahi, ballerina di Siviglia
hai mostrato la caviglia.

Prima di spostarci definitivamente a Cádiz visitammo velocemente il centro di Siviglia e in particolare l’imponente Plaza de España, la Catedral y Giraldae e i Jardines de Murillo.

Hotel Las Cortez de Cádiz

L’hotel Las Cortez de Cádiz come già avevamo visto dalle foto proposte dal sito web è molto bello. L’unico inconveniente fu dovuto al fatto che ignoravamo che il parcheggio dell’hotel — ovviamente completo — andasse prenotato in anticipo.

Quindi per il resto della permanenza lasciammo l’auto in un parcheggio piuttosto economico che si trova nei pressi del porto di Cádiz, poco distante dall’hotel.

La Caleta

La Caleta è la spiaggia degli abitanti del centro storico di Cádiz. Questa è piuttosto ampia e nel mezzo c’è un grande edificio con due ali che si protraggono in avanti e arrivano quasi sul bagnasciuga. Questa strana struttura fornisce un ottimo riparo dal sole che picchia veramente forte durante le ore più calde della giornata. L’acqua non è particolarmente pulita, per quella è d’obbligo spostarsi poco più a sud.

Cappelli (deliranti) cinesi

Stoitch a Tarifa

Durante una giornata particolarmente ventosa visitammo prima Conil e poi Tarifa, ed infine risalimmo verso la spiaggia di Bolonia. A Tarifa, collocata più a sud di Gibilterra, ci si può imbarcare per Tangeri: 35 minuti e si è in Africa. Nonostante un po’ di foschia al di là dello stretto si potevano scorgere le coste del Marocco.

La ventosa spiaggia di Tarifa

I miei compagni di avventura comprarono un paio di cappelli di paglia in un negozio di chincaglieria cinese per 2,50 euro cadauno, ma l’entusiasmo per l’acquisto durò poco: i due si ritrovarono ben presto a dover combattere con il forte vento che soffiava quel giorno e che tentava continuamente di strappare il copricapo dalle loro teste.

Non a caso le spiagge di Tarifa quel giorno erano deserte. Anche a Conil e Bolonia il vento forte rese difficile restare sdraiati sulla spiaggia. I più attrezzati per ripararsi avevano l’ombrellone piazzato controvento ma a noi, forti solo del nostro telo mare, la sabbia si infilava dappertutto.

C’è vita a nord di Cádiz

Dedicammo un giorno per visitare un paio di grossi centri a nord di Cádiz: Jerez de la Frontera e Puerto Santa Maria. Jerez è una città deliziosa: tirata a lucido e ordinatissima.

Puerto Santa Maria lo percorremmo a piedi arrivando sino alla plaza de toros locale, ovvero l’arena dove si svolgono le corride. Alcune persone stavano in fila davanti alla struttura in attesa di ritirare il biglietto per lo spettacolo.

Durante la permanenza alla televisione abbiamo avuto l’occasione di vedere un paio di corride. La cosa in sé è di una crudeltà unica ma, come conveniva anche Ivan, se la Spagna in seno alla modernissima Europa continua a permettere le corride queste non possono essere così moralmente deprecabili. Perché non importare lo spettacolo anche in Italia?

Altre mete

Verso Zahara de los Atunes

Il giorno successivo abbiamo visitato un paio di località turistiche a sud di Cádiz: Zahara de los Atunes e Capo Trafalgar (al largo della quale si svolse l’omonima battaglia). Il giorno successivo ci siamo invece diretti a nord sostando a Rota.

Bar Cuba

Il Bar Cuba è un piccolo ma affollato locale nel centro storico di Cádiz. La clientela è variegata e potete imbattervi anche in studenti stranieri che stanno seguendo l’Erasmus, conosciuto anche come Progetto Orgasmus.

I cocktail sono ottimi. In particolare vi consiglio il Mojito, il Daiquiri, la Caipiroska e il favorito di Stoitch: la Margarita. Al banco ordinai tre Margarita perché lo vidi bere più volte dalle protagoniste di Sex & the City credendo però che i granelli attorno al bordo del tipico bicchiere a coppa larga fossero di zucchero, non di sale. Ora ho imparato la lezione di non ordinare cocktail a cazzo.

Se il long drink simbolo di Menorca 2007 è stato il Gin Lemon, la vacanza a Cádiz sarà ricordata per le tre strepitose Margarita e al mal di testa che ci hanno causato il giorno dopo.

Partire è un po’ morire

Dopo aver sentito la sveglia del cellulare squillare Stoitch si alzò di scattò nel cuore della notte e disse ironico: “Go dormio poco, ma ben”. Dovevamo raggiungere Siviglia per imbarcarci sul volo di ritorno e non c’era molto tempo da perdere.

Lasciammo la nostra amata Cádiz intorno alle tre e mezzo. Sulla superstrada che collega Cádiz a Siviglia non incontrammo nessuno. L’unica compagna di viaggio fu una grande luna calante posata sull’orizzonte. In mezzo ad un silenzio spettrale ci fermammo a fare colazione in una stazione di servizio chiamata molto opportunamente El Fantasma.

È stata una vacanza bella e rilassante ed io, per una volta, sono stato accorto nell’espormi al sole e non mi sono nemmeno scottato. Cosa non da poco.

Informazioni culinarie per il turista italiano

  • Se non conoscete lo spagnolo portatevi dietro un piccolo vocabolario. Vero che lo spagnolo è simile all’italiano, ma provate e interpretare il menù di un ristorante e poi capirete del perché di questa avvertenza.
  • Se volete un caffè liscio chiedete del cafe solo, altrimenti molto probabilmente vi verrà servito l’equivalente del nostro latte macchiato o un cappuccino.
  • Se volete della birra chiedere della cerveza.
  • I boccadillo sono degli ottimi panini con farciture varie.
  • Spesso le porzioni sono di tre tipi: tapa, 1/2 racion e racion. Le tapa le potremo definire assaggini mentre le racion sono di solito molto abbondanti.
— Andrea Peltrin, 23 Feb 2009.

Commenti

  1. Mi scende una lacrimuccia…

    Commento di Stoitch del 23 Feb 2009