Costume e Società

A Vicenza Variati rinsavisce

Meno male che a volte invece di applicare i divieti qualcuno usa il cervello e li abolisce. Leggo ora su Repubblica.it:

C’è invece chi i divieti decide di toglierli. Il 13 agosto, un uomo che leggeva un libro sdraiato sul prato di Campo Marzo a Vicenza è stato multato di 50 euro, in base a un’ordinanza del 2002, che vietava di adagiarsi sull’erba di alcuni giardini pubblici. Divieto, che il Comune ha deciso però di togliere per permettere di “stendersi sull’erba: cosa che tranquillamente avviene in tutti i più bei parchi del mondo”.

Al contrario in una spiaggia di Olbia stanno male “multa fino a 360 euro per chi fuma in spiaggia” mentre a Eboli stanno malissimo “per un bacio in auto a Eboli si sborsano 500 euro”. Ma come si fa ad accettare una restrizione così evidente della libertà personale?

Questa società ultra regolata non mi piace. Queste deleghe straordinarie ai sindaci in nome ovviamente della mitica “sicurezza” poi creano anche dei disagi i quali vengono sistematicamente ignorati. Non passa giorno in cui privacy e libertà personale dei cittadini non vengano barattate con delle dosi striminzite di “sicurezza” vera o presunta. Il trucco sta appunto nel fatto che quest’ultima non è misurabile, i dati possono essere sempre confutati dalla “sicurezza percepita”, vai un po’ a misurarla quella!

Tutta la baracca torna comoda ai politici perché possono agitare la (micro)criminalità come uno spauracchio e raccogliere voti promettendo di somministrare dosi da cavallo di “sicurezza”. E quindi giù con l’esercito, le telecamere, le intercettazioni, le impronte digitali. Tutti potenziali scippatori, stupratori, truffatori, magnaccia. È una società basata sul sospetto e sulla presunzione di colpevolezza. Qui viene ribaltato il diritto. Ma l’opinione pubblica vuole sicurezza, quindi gli si dà quella e si prende in cambio tutto il resto.

Bella merda, continuate così.

Copiato e incollato dal mio blog su MySpace.

— Andrea Peltrin, 15 Aug 2008.

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